
Nell’antico testamento, Levitico 19:18, si legge “Ama il prossimo tuo come te stesso”. La frase però è celebre perchè Gesù la riprende nel nuovo testamento definendola “il secondo comandamento più importante”. C’è un respiro corto tra queste parole, tanto che, qualcuno ha sentito il bisogno di cambiarle in: “Ama il prossimo tuo perchè è te stesso”…una parola di differenza, un abisso nel significato. Vale la pena dire che il testo greco non sembra autorizzare questa traduzione e sarebbe disonesto non sottolinearlo, ma ci sono errori che pur sbagliando trovano significati centratissimi. Come certi sogni che non descrivono niente di reale, eppure ti lasciano con una verità in mano al mattino. L’imperativo originale chiede uno sforzo: prendi la misura di te stesso e applicala all’altro, colma la distanza (senza contare che non sempre amiamo noi stessi). E’ una cosa nobile. E’ anche una cosa che nei momenti in cui sei già a pezzi suona un po’ come una beffa. Ma la seconda versione, quella “sbagliata” , non chiede uno sforzo: chiede una percezione. Non di attraversare la distanza, ma di accorgersi che forse non è mai esistita davvero. Che il dolore dell’altro ci appartiene già, prima ancora che decidiamo di lasciarcene toccare, ed il nostro, parimenti, appartiene al prossimo. L’onda non è separata dal mare. Lo dimentica, a volte. Si crede forma a sè, si crede confine. Ma non lo è. In certi periodi questa cosa non consola, non è il suo compito, però c’è qualcosa di diverso nel dolore di chi sa di non essere separato: è come guardare il buio e accorgersi, lentamente, che si vedono le forme. A me, questa versione “sbagliata”, piace immensamente. Se fossi Dio l’avrei ideata così. Perchè dà la misura reale di quanto siamo legati gli uni agli altri, non per obbligo o per virtù, ma per costituzione. Come fili dello stesso tessuto che non sanno di essere tessuto e si credono fili.
LaMalaQuercia
La variazione in “Ama il prossimo tuo perchè è te stesso” l’ho sentita in un video di Paolo Ruffini.
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Mirabile riflessione sul significato ultimo del nostro esistere o meglio del nostro coesistere.
Non conoscevo la seconda versione del comandamento e anch’io la trovo più adatta.
Davvero toccante la frase di chiusura.
In effetti è così: ci crediamo solo fili, quasi sempre incapaci di mantenere il tessuto e non lacerarlo.
Chapeau
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Grazie Giovanni, sempre molto gentile
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A me sembra più idoneo “come” anziché “perché” facendo riferimento alla prima lettera di San Paolo su Corinzi:
“Poiché, come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un solo corpo, cosí è anche di Cristo. (….) Infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra. Se il piede dicesse: «Siccome io non sono mano, non sono del corpo», non per questo non sarebbe del corpo. Se l’orecchio dicesse: «Siccome io non sono occhio, non sono del corpo», non per questo non sarebbe del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l’udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l’odorato? Ma ora Dio ha collocato ciascun membro nel corpo, come ha voluto. Se tutte le membra fossero un unico membro, dove sarebbe il corpo? Ci son dunque molte membra, ma c’è un unico corpo; l’occhio non può dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né il capo può dire ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Al contrario, le membra del corpo che sembrano essere piú deboli, sono invece necessarie; e quelle parti del corpo che stimiamo essere le meno onorevoli, le circondiamo di maggior onore; le nostre parti indecorose sono trattate con maggior decoro, mentre le parti nostre decorose non ne hanno bisogno; ma Dio ha formato il corpo in modo da dare maggior onore alla parte che ne mancava, perché non ci fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero la medesima cura le une per le altre. Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui.(…)”
….il prossimo, come le membra, sono altro da noi e dunque lo possiamo amare ‘come’ noi stessi non ‘perché’ noi stessi
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Interessante, grazie anonimo, sì questa è la visione prettamente Cattolica . Grazie per la perfetta spiegazione
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