DUE MUSICHE

Giorgio Gaber diceva :“mi fa male il mondo”. Oggi fa male anche a me, mi fa male in tanti punti, quasi ovunque, ma nel maschile un pochino di più. Le donne continuano a muoversi, nei loro corpi, nella loro fantasia, nelle loro passioni. Gli uomini invece sembrano pietrificati, come se Medusa li bloccasse con lo sguardo. Una Medusa vestita da storia, da aspettative, da cambiamento che non si riesce ancora ad abitare davvero . E loro restano fermi, a guardare, da fuori .

La donna invece, è da sempre nella metamorfosi , nell’incertezza, nel corpo che si modifica. Ha dovuto reinventarsi di continuo, adattarsi, sopravvivere a ruoli imposti con una sorta di elasticità interiore che la fa trasformare quasi danzando. E così Marte vaga, spaesato, tra Veneri che ballano, cercando di ritrovare quel ruolo ormai sgretolato che per secoli ha dato forma e senso alla sua identità.

C’è qualcosa di malinconico e bello insieme in questo quadro, quasi un passo a due tra ballerini che non riescono a toccarsi, su due musiche diverse che ancora non si mixano. E loro ballano. Vicini e lontanissimi. Come sempre, del resto, quando si ama qualcosa che non si riesce ancora a raggiungere.

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Pubblicato da LaMalaQuercia

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