
Arriva piano come il vento dopo la pioggia, non fa rumore, non si annuncia, non grida , ma porta via con se tutto quello che non sei più disposta a tradire. E’ il punto di non ritorno.
Non è rabbia, non è resa, non è un gesto: è come un varco interiore e quando lo attraversi smetti di bussare a porte che ti chiedono di diventare troppo piccola per entrare. Quel giorno inizi a parlarti con onestà e non aspetti più un segno, perchè ormai ti sei fatta voce, direzione e anche approdo.
Il punto di non ritorno è sacro perchè non ti permette di tornare indietro, neanche se tu lo volessi, ma per fortuna, finalmente ,non lo vuoi e ti accorgi che la paura del cambiamento non può governare le tue scelte , così decidi di lasciare, anche se ancora non sai dove andrai.
Ci arrivi a piedi scalzi al punto di non ritorno, con le mani che sanguinano e vuote , ma forse non è vero che sono vuote quelle mani, forse, insieme al sangue, ci sei tu. Lo trovi lì il tuo potere: non quello che domina, ma quello che sceglie.
LaMalaQuercia









