IPOTERMIA EMOTIVA

Che cosa succede al corpo umano in condizioni di freddo estremo? Quando l’ipotermia raggiunge i 31 o 32 gradi corporei, i muscoli iniziano a tremare per riscaldare la struttura fisica; il sangue si concentra negli organi vitali, nella testa e nel tronco, in modo da preservarli. Poi si perde la coordinazione dei muscoli e la pelle diventa cianotica . Dopo di che tocca alla mente: sembra che primariamente ci sia un aumento dell’aggressività ed una difficoltà sempre crescente a prendere decisioni o risolvere problemi, in altre parole i pensieri diventano confusi. Alla fine arriva un senso di invincibilità ,insieme all’impressione di non sentire più freddo o stanchezza. Insomma, per salvarsi ,l’organismo mette in atto tutte le risorse che ha a disposizione. Allo stesso modo le persone private di calore emotivo, gli abbandonati, i non amati, sono statisticamente quelli che sviluppano un maggior grado di aggressività. Quelli che poi diventano più arroganti, che si sentono invincibili. Quelli che non guardano in faccia nessuno, che usano tutto ciò che hanno a disposizione per raggiungere i loro scopi. Il calore, nel corpo e nell’animo ,ci serve per sopravvivere, senza di lui cerchiamo di superare il limite (del nostro corpo, della nostra mente, del nostro mondo emotivo), perchè non ci interessa più niente, al di fuori del fatto che dobbiamo, a tutti i costi ,cercare di restare vivi.

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MANOLETE

Nasciamo con un codice genetico : colori ,costituzione, probabili malattie… tutto sembra essere prevedibile, ma il nostro DNA comprende la nostra vocazione? il nostro destino è segnato? Il torero spagnolo Manolete , considerato uno dei migliori di tutti i tempi, che cambiò lo stile e l’idea stessa di corrida, da bambino era timido e pauroso. Cagionevole di salute, era interessato soltanto alla lettura e alla pittura. I suoi coetanei lo deridevano perchè era sempre chiuso in casa attaccato alle “sottane” della mamma, non aveva amici e solo raramente si univa agli atri bambini. Verso gli undici anni qualcosa cambiò, improvvisamente non riusciva ad avere altro interesse se non i tori . Era giovanissimo alla sua prima corrida pubblica alla scuola per toreri di Montilla, 13 anni, un ragazzino, ma con un coraggio da leone rimase fermo, piantato a terra davanti al toro e quando venne ferito all’inguine , non volle neanche essere accompagnato a casa, ci tornò sulle sue gambe. Cosa stava succedendo? un intrepido eroe si stava sostituendo al bimbo timido e spaventato? All’eta di 30 anni precisi (1917-1947) Manolete morì , incornato . Allora che cosa è successo in quell’anima? Era nato con il destino già segnato? Il fuoco che aveva era talmente forte che per proteggersi (come dice Hillman: i bambini sono intrinsecamente più avanti rispetto a se stessi) aveva cercato di sfuggire a quella chiamata nascondendosi per non correre verso il suo destino? Poi, l’incendio è divampato e lui non è riuscito più a scappare da se stesso e così, il fato si è compiuto.Ora, possiamo chiederci, il matador più coraggioso di tutti i tempi è nato con il fuoco sacro dell’eroe? lo ha percepito ed ha cercato di essere altro per sfuggire a quel fuoco? Se così è, significa che nei nostri geni c’è scritta ogni cosa e ,per quanto noi facciamo, quello che dovremo essere, alla fine, saremo.

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IL CUORE DELLA TERRA

planet earth in the shape of a heart

Nel numero di febbraio di Focus, c’è un trafiletto che racconta come la terra abbia un battito cardiaco. Era il 1962 quando un certo John Oliver, che coordinava l’osservatorio geologico della Columbia University, si accorse che ogni 26 secondi la nostra terra ha una specie di tremore, un fremito, un sussulto. Questo ha una diversa intensità con il variare delle stagioni e sembra che durante le tempeste sia più forte ….che strano, anche il mio cuore accelera i battiti durante le tempeste…Oliver non riuscì a dare una spiegazione al fenomeno che venne chiamato “battito cardiaco terrestre”. Nessuno cercò più di approfondire la cosa, eccezione fatta soltanto nel 2005 in cui si localizzò il punto di origine della pulsazione : Il golfo di Guinea , ma comunque il fenomeno non venne spiegato. Nel 2011 uno studente della Washington University strinse il campo ancora di più ,trovando il punto di origine nella Baia di Bonny . La sua teoria era che le onde, colpendo la costa, smuovessero il fondo dell’oceano tanto da causare l’impulso. L’ipotesi venne bocciata. I sismologi sostennero che la pulsazione nascesse nei pressi di un vulcano che si trova nell’isola di Sao Tomè nella baia di Bonny. In poche parole, quel vulcano, sarebbe la personificazione del cuore del nostro pianeta. Se poi consideriamo che l’asse terrestre è inclinato di 23 gradi , esattamente come il muscolo cardiaco umano…non credo io abbia altro da dire ,nessuna delle solite analogie da fare: è già infinitamente poetico così

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CHI HA PAURA DEL NEMICO?

Ognuno di noi vorrebbe essere un eroe, l’eroe della propria vita, e non avere quel dolore profondo nascosto dentro che , mentre il corpo cresce, fa rimpicciolire l’anima, umiliata ed offesa per non aver reagito a quell’abuso. Per non aver aiutato quando avrebbe potuto. Per non aver detto quelle parole, o per averne dette altre. Per non aver agito quando era necessario:è stata la paura il nemico. Ci ha imbruttito, ci ha fatto diventare piccoli ,ci ha tolto il respiro. Ci ha schiacciato. Piano. Brutalmente. Il corpo è cresciuto, il respiro diminuito…ci vorrebbe un saturimetro per capire come ci siamo ridotti .Eppure, se riuscissimo a vedere quell’eroe che ha il nostro volto, a tenere gli occhi fissi su di lui, ci darebbe il coraggio necessario per fare quel passo, quello che ci fa superare il timore , rispondere a quelle parole, reagire a quell’abuso, buttarci in quel fuoco per salvare noi stessi ….alla fine ci farebbe fiorire. Crescere tanto ,molto più della nostra altezza, e saremmo bellissimi in quell’armatura forgiata con il nostro coraggio.

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Siamo Api

Uno studio di Heather Mattila (Wellesley Usa) dice che le api asiatiche emettono grida quando i calabroni si avvicinano agli alveari. Il loro non è un grido “vocale”, semplicemente sollevano l’addome e fanno vibrare le ali ed il torace, così i fremiti si trasmettono attraverso la superficie su cui sono posate e le compagne ,che sono sullo stesso luogo, le sentono attraverso le zampe. Molti umani fanno la stessa cosa. Ci sono situazioni in cui il dolore e la paura sono talmente forti che urlano, ma in silenzio. Il loro corpo inizia a vibrare forte , ma così in profondità ,che soltanto chi è appoggiato allo stesso dolore riesce a sentire e può allungare la mano per stringere forte la loro, cercando di far smettere quel tremito, così impercettibile ,che è in grado di distruggere tutti gli organi con cui viene contatto . Così ci si ammala dentro, quando le vibrazioni passano da un organo all’altro, fin quando arriva al cuore,a quel punto, a volte, si continua a camminare, parlare, lavorare, ma in realtà, sei già morto e nessuno si è accorto.

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UMORI E TELOMERI

Sembra che all’estremità dei nostri cromosomi si trovino una sorta di “cappucci” chiamati telomeri .Una specie di orologio biologico del nostro corpo. I telomeri con l’età si accorciano mostrando a che punto è la nostra vita; un po’ come un diario del tempo che rimane. Interessante il fatto che il loro accorciarsi è provocato anche dallo stress ,quindi , sembrerebbe, che una vita tranquilla aiuti .Ma non è solo questione di tranquillità, pare che soprattutto, dovremmo essere gentili, perchè la gentilezza sarebbe un antidoto all’infiammazione e quindi all’accorciamento dei telomeri (La lezione della farfalla -Mondadori ). Sarà per questo che è statisticamente provato che le donne vivono più degli uomini? Perchè si prendono cura degli altri ? Perchè guardano il mondo con occhi diversi e soprattutto lo vivono con diverso spirito? Inutile dire quante possono essere le implicazioni di questa cosa , ma soprattutto ,quanto alla fine, sia tutto correlato e, a volte, i sentimenti, possano letteralmente salvarci la vita.

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Impulso incontrollabile

Siamo macchine perfette, programmate per svolgere ogni funzione .Il cervello invia un impulso ed ecco che apriamo una porta, mangiamo un pezzo di pizza, facciamo l’amore. Tutti gli stimoli fisici arrivano dritti dalla testa. E gli altri ? da dove vengono? da dove viene il coraggio? Alcune persone in situazioni di pericolo ricevono sollecitazioni a fare cose grandiose, si buttano nei palazzi in fiamme, si gettano sotto un camion per salvare un bambino che sta per essere investito….mollano la loro vita abituale e fanno un salto nel vuoto ricominciando tutto daccapo. Senza paracadute. Senza certezze. Si sbarazzano di tutto quando quello che stanno vivendo non gli corrisponde più; mentre altri continuano a passare un giorno dopo l’altro allo stesso modo, facendo un lavoro alienante , tornando a casa da qualcuno con cui ormai non hanno più niente da spartire . Così per anni , aspettando, aspettano che tutto finisca, che la luce si spenga da sola. Da dove viene il coraggio? da dove quella spinta a rischiare tutto pur di avere una nuova possibilità? Da qualunque parte del nostro cervello provenga, i luoghi (del cuore) in cui riesce a portarci sono straordinari.

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Il rasoio di Occam

Il principio viene formulato così:”Non moltiplicare gli elementi più del necessario” o …la spiegazione più semplice è quella giusta , o ancora :quando senti rumore di zoccoli pensa ai cavalli, non alle zebre…

La “mente” coniante, Guglielmo da Ockham, teologo, dopo aver dichiarato per la prima volta che scienza e religione non dovrebbero mai essere mischiate perché la prima si basa sulla ragione mentre la seconda sulla fede, fu accusato di eresia e mandato a processo (che tra l’altro non giunse mai a termine), ma il suo “rasoio” acquisì molti seguaci, Copernico, Keplero, Newton che lo usarono per definire leggi del cielo (il moto dei pianeti) e della terra, che sono la base della nostra cultura scientifica.

Oggigiorno il rasoio di Occam sembra caduto in disgrazia, non viene più considerato, ad ogni cosa che succede si cerca l’esegesi più complicata, teorie complottistiche degne delle più fervide fantasie ci vengono offerte a definizione di ogni fenomeno , le menti si cimentano in salti mortali multipli per spiegare ogni cosa semplice… dove sarà la verità? Oggi, un’orda di “Zebre” sembra aver sterminato la prateria di cavalli. Mala tempora currunt.

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Battersi o battersela

Quando si è costretti a decidere se battersi o scappare, c’è un momento, un lunghissimo, infinito, eterno attimo, in cui si rimane immobili , marmorei… come se il corpo simulasse la morte fisica ed è lì, in quello spartiacque, che si decide il destino: vincente o perdente? eroe o vigliacco? vivo o morto?. E’ un tempo fragile, dilatato , in cui ancora non si è niente, ma potenzialmente si è tutto (conoscete la teoria del gatto di Schrodinger?). Quel tempo dura un secondo se l’emergenza è fisica, concreta: un incidente, un’ agguato, una sparatoria. Dura invece anni se il trauma è psichico . Così ,per parte della tua vita ti muovi, lavori, hai rapporti sociali, fai shopping e vai alle feste, tutto mentre sei fermo, paralizzato tra le acque aperte ,in una sorta di versione reale di Matrix . Pensi di prendere decisioni, ma c’è qualcuno che le prende per te , un occulto pilota automatico che ti permette di fingere di partecipare ancora alla vita… invece no, tu sei sempre lì, immobile, in quell’attimo dannato in cui scegli se combatterai o fuggirai, se sarai l’eroe o il maledetto codardo della tua storia.

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La sindrome del cuore infranto

La sindrome del cuore infranto, o sindrome di Takotsubo, è una cardiomiopatia da stress non ischemica che riproduce i sintomi dell’infarto. Il nome fa riferimento alla pesca dei polpi in Giappone, perchè il ventricolo sinistro del cuore del paziente, assume la forma di una sorta di cestello che viene usato per la pesca dei polpi , il takotsubo appunto. La causa è ad oggi poco chiara, ma alcuni studi hanno evidenziato che, nella maggior parte dei casi (più dei 2/3), la sofferenza cardiaca segue un evento particolarmente stressante o una forte emozione. Non credo sia un caso che colpisca in maggioranza le donne e la parte sinistra del cuore (il lato sinistro è da sempre legato al femminile). Insomma , quando subiamo un forte dolore, portiamo istintivamente le mani al petto, perchè veramente ci sembra che ci faccia male.Quindi sì, il dolore emotivo può anche uccidere e come diceva Aristotele, l’anima non può essere separata dal corpo, anzi è una sua capacità, la capacità che consente all’organismo di vivere.

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