Cyrano

Nell’ultima versione cinematografica di Cyrano si cambia anomalia fisica, non è più il naso “l’imperfezione” bensì l’altezza: Monsignor de Bergerac è affetto da nanismo. Forse, l’interpretazione di Peter Dinklage è superba proprio perchè a fine giornata di lavoro non si toglie il naso finto, ma resta nel corpo vero di Cyrano , riuscendo meglio di chiunque lo ha preceduto a raccontare il nucleo di questa splendida storia: il sentimento di INDEGNITA’ che tutti noi abbiamo provato e continuiamo a provare troppo spesso. Per quanto ci sforziamo di superare ed oscurare tutte le nostre manchevolezze e difetti con ciò che riteniamo essere le nostre qualità, spesso ci areniamo ad un passo dal nostro desiderio incarnato: perchè non ci sentiamo all’altezza, perchè l’orgoglio vince su tutto , perchè quella voce nella nostra testa ripete che potremmo perdere la nostra dignità ed essere umiliati , costruendo parola dopo parola, la gabbia della nostra vita. Poi alcuni di noi, per un attimo, in momenti di pura magia, si lasciano andare, pensando di non aver nulla da perdere e così rischiano se stessi e, se gli va bene, dall’altra parte di quel guado trovano il paradiso .

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Il Puzzo del Compromesso Morale

Oggi, 30 anni fa, il 19 luglio del 1992, in via d’Amelio a Palermo, morirono 6 persone, tra cui il giudice Paolo Borsellino, secondo un copione già scritto. Non voglio parlare di quel giorno, si sono dette troppe cose; e neanche di un giudice il cui nome andrebbe pronunciato alzandosi in piedi. Mi piace però l’idea di porre l’accento su quel sostantivo :”puzzo” affiancato ad una parola come “compromesso” , accostamento fatto durante un’intervista , quando Borsellino pronunciò una frase che resterà scritta per sempre nelle nostre ossa: “La bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale”. Oggi quelle due parole appoggiate ci tagliano le gambe.Pur non accorgendocene, avanziamo ogni giorno avvolti da quel tanfo nauseabondo , che ci provochiamo pur nascondendolo anche a noi stessi, ogni volta che non abbiamo il coraggio di prendere una decisione, di affiancarci alla verità e difenderla, di dire chiaramente come stanno le cose o come dovrebbero essere. Ci adattiamo, ingobbendoci un po’ di più ogni giorno per poter “entrare” nella nostra vita il più comodamente possibile, senza troppi scossoni, senza battaglie, senza guerre. Anche nella più piccola delle nostre scelte quotidiane. Camminiamo avvolti da quella nuvola e dal suo fetore, ma non lo ammetteremo mai. Ai nostri occhi sono sempre gli altri a farlo. Noi pensiamo di essere come gli eroi della Marvel che scelgono la morte pur di far trionfare la giustizia, che i compromessi li rifuggono come la peste ,perchè quel puzzo lo riconoscono a mille miglia e non appartiene loro ,che invece, profumano solo di Mirra. Nel nostro immaginario distorto noi siamo le vittime di un mondo corrotto, in disfacimento, e la nostra è una vita difficile che ci imprigiona . “Ma perchè non cambi? perchè non te ne vai? perchè non…?” “Eh sì ma poi?”… E’ in quel “sì ma poi…” che si compie tutta la nostra vigliaccheria. Ecco, Paolo Borsellino, giudice di Palermo, non è stato certo uno di noi.

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SIMISO

Aveva 24 anni Simiso Buthelesi, pugile sudafricano morto a causa di un’emorragia cerebrale .Il video dell’incontro esiziale lo mostra mentre gira le spalle al suo avversario e si mette a sferrare pugni nel vuoto, un vuoto occupato da chissà quali fantasmi, arrivati ad accompagnarlo alla fine del tunnel. Non voleva seguirli. Forse non riusciva a vedere quella luce tanto raccontata da chi, chissà perchè, è tornato indietro prima di entrare nell’oltre ,in quei campi elisi dimora di coloro che erano amati dagli Dei. Me lo sono immaginato Simiso, mentre cerca di combattere contro la signora con la falce ed il mantello nero: la signora si toglie il cappuccio e lo guarda, con tenerezza e amore mentre allarga le braccia come a dire :”vieni, sono qui”,contrariamente all’immaginario collettivo nella mia mente ha un volto bellissimo , occhi magnetici e lunghi capelli neri lucidi. Quando si accorge della sua grazia e bellezza il ragazzo si ferma e per un attimo infinito si guardano reciprocamente negli occhi. L’arbitro si accorge che il pugile è altrove, che combatte con qualcuno che soltanto lui percepisce e lo abbraccia, come per dirgli “fermati”, “è finita”, non devi lottare più”,”neanche contro te stesso” perché è arrivato il momento in cui le battaglie che gli uomini combattono nei loro cuori e fuori ,cessano di esistere e la paura, finalmente, capitola in braccio ad una resa gentile. E mentre tutto questo va in scena davanti a migliaia di cuori attoniti, il suo avversario, quello che in silenzio offende in tutto questo ciak, alza le braccia al cielo in segno di vittoria. Allora appare chiaro: è lui quello con le lesioni più profonde, quelle impossibili da rimarginare.

IL BENE, IL MALE

Che cosa faresti se fossi Dio? potresti annientare tutto il dolore, far sparire la fame, la sofferenza, potresti fare in modo che ogni bambino fosse felice, al sicuro, amato, che nessuno attentasse ogni giorno alla sua dignità…alla sua ed altre; potresti perfino far scomparire la povertà in un attimo, …se fossi Dio… quante cose ti sarebbero possibili, ma non lo sei ed ogni giorno , sospirando, ti chiedi :”lui che può ,perchè lascia andare tutto così, perchè abbandona la terra in mano ai malvagi?”…i buoni…i malvagi… da che parte ti metti?Adesso ti sembra così netto il confine! Ma il bene è impalpabile, è fatto di un’infinità di cose, di piccole azioni e si dice che una dopo l’altra, forse, un giorno, potranno cambiare il mondo…cosa “faresti”…ecco, forse questa è la parola magica, è proprio lì il limite , il punto di rottura sta in quel all’attimo tra il “fare” e “non fare”, nel momento esatto in cui attraverserai quella strada , dove un uomo ne sta sopraffacendo un altro, dove il violento sta strattonando un bambino, dove il ragazzino prende a calci il cane “bastardo” che gli si è avvicinato in cerca di un po’ di cibo o semplicemente di una carezza. Tu sei lì, al centro ,e ti viene in mente di intervenire perché un senso di giustizia ti sta premendo contro, ma poi guardi l’orologio, acceleri il passo e giri la testa dall’altra parte, perché in fondo non è compito tuo, rischi di finire nei guai, ci penserà qualcun altro ,ognuno deve fare il suo percorso e pensare a se stesso. Ecco, ancora pochi passi e sei arrivato al tuo marciapiede, sei quasi a casa, perché sei stanco e te lo meriti . E’ fatta, hai accettato di non intervenire, di posare lo sguardo altrove: non fare nulla è così semplice, fai come tutti , attraversa queste miserie senza curartene, ma quando arriverai dall’altra parte, sarai già cambiato, senza neanche accorgertene, avrai passato quel limite …tu non lo sai ancora, ma quello è il passaggio tra due mondi e non c’è speranza di ritorno…due mondi, il bene ed il male…in quale dei due è finita la tua anima? e cosa o chi ti sta già aspettando in quel marciapiede?

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IPOTERMIA EMOTIVA

Che cosa succede al corpo umano in condizioni di freddo estremo? Quando l’ipotermia raggiunge i 31 o 32 gradi corporei, i muscoli iniziano a tremare per riscaldare la struttura fisica; il sangue si concentra negli organi vitali, nella testa e nel tronco, in modo da preservarli. Poi si perde la coordinazione dei muscoli e la pelle diventa cianotica . Dopo di che tocca alla mente: sembra che primariamente ci sia un aumento dell’aggressività ed una difficoltà sempre crescente a prendere decisioni o risolvere problemi, in altre parole i pensieri diventano confusi. Alla fine arriva un senso di invincibilità ,insieme all’impressione di non sentire più freddo o stanchezza. Insomma, per salvarsi ,l’organismo mette in atto tutte le risorse che ha a disposizione. Allo stesso modo le persone private di calore emotivo, gli abbandonati, i non amati, sono statisticamente quelli che sviluppano un maggior grado di aggressività. Quelli che poi diventano più arroganti, che si sentono invincibili. Quelli che non guardano in faccia nessuno, che usano tutto ciò che hanno a disposizione per raggiungere i loro scopi. Il calore, nel corpo e nell’animo ,ci serve per sopravvivere, senza di lui cerchiamo di superare il limite (del nostro corpo, della nostra mente, del nostro mondo emotivo), perchè non ci interessa più niente, al di fuori del fatto che dobbiamo, a tutti i costi ,cercare di restare vivi.

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MANOLETE

Nasciamo con un codice genetico : colori ,costituzione, probabili malattie… tutto sembra essere prevedibile, ma il nostro DNA comprende la nostra vocazione? il nostro destino è segnato? Il torero spagnolo Manolete , considerato uno dei migliori di tutti i tempi, che cambiò lo stile e l’idea stessa di corrida, da bambino era timido e pauroso. Cagionevole di salute, era interessato soltanto alla lettura e alla pittura. I suoi coetanei lo deridevano perchè era sempre chiuso in casa attaccato alle “sottane” della mamma, non aveva amici e solo raramente si univa agli atri bambini. Verso gli undici anni qualcosa cambiò, improvvisamente non riusciva ad avere altro interesse se non i tori . Era giovanissimo alla sua prima corrida pubblica alla scuola per toreri di Montilla, 13 anni, un ragazzino, ma con un coraggio da leone rimase fermo, piantato a terra davanti al toro e quando venne ferito all’inguine , non volle neanche essere accompagnato a casa, ci tornò sulle sue gambe. Cosa stava succedendo? un intrepido eroe si stava sostituendo al bimbo timido e spaventato? All’eta di 30 anni precisi (1917-1947) Manolete morì , incornato . Allora che cosa è successo in quell’anima? Era nato con il destino già segnato? Il fuoco che aveva era talmente forte che per proteggersi (come dice Hillman: i bambini sono intrinsecamente più avanti rispetto a se stessi) aveva cercato di sfuggire a quella chiamata nascondendosi per non correre verso il suo destino? Poi, l’incendio è divampato e lui non è riuscito più a scappare da se stesso e così, il fato si è compiuto.Ora, possiamo chiederci, il matador più coraggioso di tutti i tempi è nato con il fuoco sacro dell’eroe? lo ha percepito ed ha cercato di essere altro per sfuggire a quel fuoco? Se così è, significa che nei nostri geni c’è scritta ogni cosa e ,per quanto noi facciamo, quello che dovremo essere, alla fine, saremo.

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IL CUORE DELLA TERRA

planet earth in the shape of a heart

Nel numero di febbraio di Focus, c’è un trafiletto che racconta come la terra abbia un battito cardiaco. Era il 1962 quando un certo John Oliver, che coordinava l’osservatorio geologico della Columbia University, si accorse che ogni 26 secondi la nostra terra ha una specie di tremore, un fremito, un sussulto. Questo ha una diversa intensità con il variare delle stagioni e sembra che durante le tempeste sia più forte ….che strano, anche il mio cuore accelera i battiti durante le tempeste…Oliver non riuscì a dare una spiegazione al fenomeno che venne chiamato “battito cardiaco terrestre”. Nessuno cercò più di approfondire la cosa, eccezione fatta soltanto nel 2005 in cui si localizzò il punto di origine della pulsazione : Il golfo di Guinea , ma comunque il fenomeno non venne spiegato. Nel 2011 uno studente della Washington University strinse il campo ancora di più ,trovando il punto di origine nella Baia di Bonny . La sua teoria era che le onde, colpendo la costa, smuovessero il fondo dell’oceano tanto da causare l’impulso. L’ipotesi venne bocciata. I sismologi sostennero che la pulsazione nascesse nei pressi di un vulcano che si trova nell’isola di Sao Tomè nella baia di Bonny. In poche parole, quel vulcano, sarebbe la personificazione del cuore del nostro pianeta. Se poi consideriamo che l’asse terrestre è inclinato di 23 gradi , esattamente come il muscolo cardiaco umano…non credo io abbia altro da dire ,nessuna delle solite analogie da fare: è già infinitamente poetico così

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CHI HA PAURA DEL NEMICO?

Ognuno di noi vorrebbe essere un eroe, l’eroe della propria vita, e non avere quel dolore profondo nascosto dentro che , mentre il corpo cresce, fa rimpicciolire l’anima, umiliata ed offesa per non aver reagito a quell’abuso. Per non aver aiutato quando avrebbe potuto. Per non aver detto quelle parole, o per averne dette altre. Per non aver agito quando era necessario:è stata la paura il nemico. Ci ha imbruttito, ci ha fatto diventare piccoli ,ci ha tolto il respiro. Ci ha schiacciato. Piano. Brutalmente. Il corpo è cresciuto, il respiro diminuito…ci vorrebbe un saturimetro per capire come ci siamo ridotti .Eppure, se riuscissimo a vedere quell’eroe che ha il nostro volto, a tenere gli occhi fissi su di lui, ci darebbe il coraggio necessario per fare quel passo, quello che ci fa superare il timore , rispondere a quelle parole, reagire a quell’abuso, buttarci in quel fuoco per salvare noi stessi ….alla fine ci farebbe fiorire. Crescere tanto ,molto più della nostra altezza, e saremmo bellissimi in quell’armatura forgiata con il nostro coraggio.

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Siamo Api

Uno studio di Heather Mattila (Wellesley Usa) dice che le api asiatiche emettono grida quando i calabroni si avvicinano agli alveari. Il loro non è un grido “vocale”, semplicemente sollevano l’addome e fanno vibrare le ali ed il torace, così i fremiti si trasmettono attraverso la superficie su cui sono posate e le compagne ,che sono sullo stesso luogo, le sentono attraverso le zampe. Molti umani fanno la stessa cosa. Ci sono situazioni in cui il dolore e la paura sono talmente forti che urlano, ma in silenzio. Il loro corpo inizia a vibrare forte , ma così in profondità ,che soltanto chi è appoggiato allo stesso dolore riesce a sentire e può allungare la mano per stringere forte la loro, cercando di far smettere quel tremito, così impercettibile ,che è in grado di distruggere tutti gli organi con cui viene contatto . Così ci si ammala dentro, quando le vibrazioni passano da un organo all’altro, fin quando arriva al cuore,a quel punto, a volte, si continua a camminare, parlare, lavorare, ma in realtà, sei già morto e nessuno si è accorto.

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UMORI E TELOMERI

Sembra che all’estremità dei nostri cromosomi si trovino una sorta di “cappucci” chiamati telomeri .Una specie di orologio biologico del nostro corpo. I telomeri con l’età si accorciano mostrando a che punto è la nostra vita; un po’ come un diario del tempo che rimane. Interessante il fatto che il loro accorciarsi è provocato anche dallo stress ,quindi , sembrerebbe, che una vita tranquilla aiuti .Ma non è solo questione di tranquillità, pare che soprattutto, dovremmo essere gentili, perchè la gentilezza sarebbe un antidoto all’infiammazione e quindi all’accorciamento dei telomeri (La lezione della farfalla -Mondadori ). Sarà per questo che è statisticamente provato che le donne vivono più degli uomini? Perchè si prendono cura degli altri ? Perchè guardano il mondo con occhi diversi e soprattutto lo vivono con diverso spirito? Inutile dire quante possono essere le implicazioni di questa cosa , ma soprattutto ,quanto alla fine, sia tutto correlato e, a volte, i sentimenti, possano letteralmente salvarci la vita.

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