Vendimi l’anima

Quand’è che si vende l’anima?

E’ necessaria l’intenzione? oppure è l’azione che conta a prescindere dal proposito di partenza?

Potrebbe succedere che , anche non volendo provocare danno alcuno, lo facciamo perché siamo stati costretti a scegliere il male minore, ma su che base un male è definito “minore”? , sulla base di chi colpisce? In questo caso potrei scegliere di farlo perché considero il danno a me stesso come “maggiore”. Quindi, alla fine, basta una bugia detta per proteggersi e oplà! il gioco è fatto…. mi sono venduto. Basta così poco? …..in realtà non è poco, è solo l’inizio, perché superato quel limite la prima volta, ci sembrerà che è stato semplice e che tutto si è risolto con un nonnulla, ma questo è solo l’inizio: ricordate il famoso granello che rotolando diventa una slavina? è proprio quello che succede: una menzogna tira l’altra, ad una manipolazione segue la successiva, ma dirò di più, a volte non è neanche necessario mentire, basta omettere, basta stare fermi, non fare, non dire, non prendere posizione.. non difendere ….. è così facile perdere se stessi che non ci accorgiamo neanche di quante volte lo facciamo  ogni giorno.

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respira

Perché vuoi essere perfetta?Arranchi al buio perché gli altri non vedano le tue”falle”, le tue cadute di stile, i tuoi difetti . Quando “scappucci”, per mantenere quella patina aurea e splendente, non chiedi mai scusa, ma ti arrampichi sugli specchi e scivoli. Perchè se non chiedi scusa, non hai sbagliato e ciò che hai fatto, semplicemente non è “male”. Però fai attenzione, perché tutto questo si trasforma in mala fede. Funziona così: quando parte una scintilla non si riesce più a fermare l’incendio. E poi, in fondo, che bisogno hai di tutta questa apparente esemplarità? a cosa ti serve ? dove ti porta? Forse dovresti soltanto arrenderti all’incanto dei tuoi difetti. Perciò fermati un attimo, prendi un bel respiro, entra nella stanza e … non essere impeccabile

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il giuramento del cavaliere

“Non abbiate timore innanzi ai vostri nemici, siate impavidi e retti così che Dio possa amarvi. Dite il vero… anche se vi conduce alla morte. Salvaguardate gli indifesi, è il vostro giuramento. “… e poi continuava così: “sorga un cavaliere”

… ed abbiamo bisogno di questo, di sentirci coraggiosi ed arditi tanto da avere la forza di combattere e di essere di nuovo disposti a morire; forse non su un campo di battaglia, ma sulla strada malandata delle nostre convinzioni più profonde. Sui buchi neri delle nostre cieche visioni.Sugli strapiombi delle nostre finte libertà. Abbiamo bisogno di difendere. Difendere chi si lascia annullare.Difendere il futuro dei nostri pensieri felici. Difendere l’umanità che si sgretola dietro la facciata dell’indifferenza a tutto.Liberiamoci del nostro egoismo e della nostra noncuranza , invece che rinnovarli ogni giorno ,pensando così di proteggerci .Ogni nostro respiro sta diventando più flebile e stanco. Abbiamo necessità di un nuovo giuramento ,tanto potente quanto fuori moda, per poterci alzare ogni mattina e camminare eretti verso un mondo nuovo, che sia all’altezza di tutto il bello sopito che ancora c’è in questo. E se per farlo dovessimo fare un passo indietro da noi stessi?

“Mi sveglierò ogni mattina con un’oncia di coraggio in più, sarò presente a me stesso e a ciò che accade e non lo lascerò al caso. Proteggerò chi ne ha bisogno: senza paura di compromettere la mia vita. Non mi lascerò sopraffare dai miei nemici.Dirò la verità , anche se questo potrà annientarmi. Sarò onesto e retto per potermi amare ancora . Riconoscerò la bellezza sotto qualsiasi forma mi si presenterà.” Questo sarà il giuramento….sorgano i nuovi cavalieri .

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specchio

Mi sono voltata di scatto ed ho visto chiaramente che c’era una donna accanto a me, le fattezze erano le stesse, ma aveva i capelli più lunghi, lo sguardo più brillante ed un piglio che emanava una sicurezza molto maggiore della mia. Io l’ho guardata in tralice ed ho sentito una forte rabbia verso di lei ,perché l’ho riconosciuta subito : era la donna che avrei voluto essere. Più la guardavo più mi rendevo conto che quasi conoscevo più lei che me .Sapevo esattamente quello che pensava, il modo in cui affrontava la vita, quello che faceva per vivere e come viveva. Sapevo quello che mangiava e come sceglieva i suoi vestiti, ma soprattutto sapevo quali erano le sue motivazioni e che erano forti e radicate. Sapevo a quali compromessi non sarebbe mai scesa ed a quali principi sarebbe sempre stata fedele. Non ho retto a quella visione, un pitone arrotolato nel ventre mi diceva che una delle due doveva soccombere e quella non potevo essere io. Per questo motivo l’ho uccisa e , nel momento stesso in cui l’ho fatto, ho percepito la verità più assurda ed amara che possa mai essere concepita : esattamente nell’attimo in cui lei è morta, il suo fantasma si è attaccato a me e mi ha intrappolata come una pianta carnivora e da quel giorno, ogni giorno, tenta di inghiottirmi per tornare a vivere.

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la notte oscura

Fu San Giovanni della Croce a coniare l’espressione “la notte oscura dell’anima” ed a renderla popolare con una delle sue poesie .Tra le storie antiche c’è n’è una che racconta di un uomo ingoiato da un enorme pesce. Dio chiamò Giona chiedendogli di spiegare agli abitanti di Ninive che il loro stile di vita stava provocando la sua rabbia, ma Giona cercò di sfuggire quella richiesta imbarcandosi su una nave diretta a Tarsis. Una notte, durante il viaggio, ci fu una terribile tempesta ed i marinai, avendo saputo che Giona cercava di sfuggire alle richieste di Dio, lo gettarono in mare, sperando così di salvarsi.Un grande pesce lo ingoiò, tenendolo nel ventre per tre notti e tre giorni per poi rigettarlo nella terraferma. Allora Dio chiamò di nuovo Giona e questa volta lui rispose alle sue richieste. Nelle nostri notti oscure, spesso la sensazione è quella di trovarci in mare aperto e faticare per poter restare a galla e respirare , ma il mare è la potenza vitale e sentirci affogare ci costringe ad arrenderci a qualcosa, anche ad una delle nostre fievoli intuizioni, all’abbandono dell’ego, che soccombe sempre al giudizio , e far venire a galla il nostro sé originario , tutto il “mare” delle nostre possibilità, la nostra essenza più profonda. Giona si arrese alla volontà di Dio.Soltanto attraverso la notte oscura abbiamo la possibilità di diventare noi stessi, di avvicinarci a ciò che siamo destinati ad essere… in realtà, non restiamo fermi in balia dell’oceano nel ventre della balena, durante la notte oscura ,noi, iniziamo il nostro viaggio.

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LORO

Vi siete mai chiesti che cos’è la follia ? Sapete che cos’è la sindrome di Korsakoff? In “Loro” di Roberto Cotroneo aleggia la parola “soprannaturale”, ma non ne è la chiave. Tutti quanti sappiamo che nei secoli quelli che “vedevano oltre” , sono stati prima bruciati , poi tacciati di demenza, alla fine rinchiusi nei manicomi ed abbandonati ai loro incubi. Sì, la follia si manifesta così, camminando un piede dopo l’altro in un territorio virtuale, immaginario , voci e visioni deviano la realtà in un giardino incantato. Ma tanti dissennati erano in realtà soltanto nati con un “dono”: una mela avvelenata. Perché ci sono persone che riescono ad attraversare porte invisibili, che riescono a percepire suoni inascoltabili. Arriva prima l’oltre o la follia? Tutti gli “allontanati” che cosa sono? Pazzi? Veggenti? Malati?

Questa è la storia di Margherita che incontrava gli “incorporei”. Questa è la storia di due gemelle , Lucrezia e Lavinia, che insieme riuscivano ad essere un ponte tra i mondi. Questa è la storia di una Dea che regnava sulla notte, la luna, i fantasmi, i morti.

Ma forse, niente di tutto questo è vero, questa è solo la storia di una mente perduta.

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Mutamenti

Un tempo eravamo forti , tracciavamo linee di confine sicuri che non le avremmo mai attraversate, costruivamo pensieri coerenti e lanciavamo sfide senza neanche ipotizzare di perderle. Camminavamo a testa alta e sorridevamo al solo pensiero del nostro futuro, non contemplavamo neanche una vita meno che perfetta.

Quando sognavamo era in grande e non riuscivamo quasi a distinguere i sogni dalla realtà perché “in grande” era il minimo che ci potesse capitare.

Poi le linee di confine sono diventate sempre più trasparenti, i nostri pensieri hanno cominciato a confondersi e la coerenza a perdere i contorni; le sfide prima abbiamo iniziato a perderle, po a fuggirle come fossero devastazioni ed il futuro…..bè, ci siamo accorti che non arriva mai.

Lentamente ci siamo ritrovati a camminare sull’orlo dei dirupi del nostro coraggio perduto, ma non lo abbiamo mai ammesso, abbiamo chiamato “maturità” la paura che ci prendeva alla gola, abbiamo costruito ponti tra i pensieri sconnessi per fingere che avesse un senso, poi, alla fine, abbiamo cominciato ad odiare, un odio che inizia rosso e finisce nero, un odio profondo come l’anima ,un odio che non capiva verso chi era diretto, lui pensava di andare verso gli “altri” i “diversi” ,ma non sapeva che in realtà correva dritto contro noi stessi, perché tanto, non c’è niente da fare :”Quando guardi a lungo in un abisso, anche l’abisso guarda te”.

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