IL QUINTO ELEMENTO

A metà tra filosofia, mito, scienza antica, indagine spirituale, si trova un elemento che secondo Aristotele si andava a sommare agli altri quattro già appartenenti al mondo manifesto: La terra (le nostre azioni) l’acqua (le nostre emozioni) l’aria (i pensieri e le parole) il fuoco (i nostri desideri) e che, secondo lui, costituiva l’essenza del mondo celeste: l’etere. Ma c’è un punto di vista che mi affascina in modo particolare, quello alchemico, secondo cui l’etere è uno dei componenti della famosa pietra filosofale; inseguita per secoli da poeti, studiosi, filosofi e alchimisti, convinti che da qualche parte esistesse una sostanza capace di trasformare il piombo in oro. Ma l’oro era soltanto una conseguenza, ciò che forse cercavano davvero era il punto in cui la materia smette di essere soltanto materia, quel passaggio misterioso che trasforma. Per questo esiste il quinto elemento: l’etere. Non si vede, non si pesa, non si può trattenere: eppure è lui a custodire il segreto, perchè nessuna trasformazione avviene davvero finchè i quattro elementi restano semplicemente se stessi . L’etere è ciò che accade tra le cose, lo spazio invisibile che permette l’incontro, la coscienza che osserva, il significato che emerge dopo il dolore. Etere, sostanza delle stelle, o forse, più semplicemente, la parte di noi che continua a diventare ciò che è davvero. La trasformazione non avviene per aggiunta, ma per integrazione e l’etere diventa il simbolo di quel misterioso “qualcosa” che nessuna formula riesce a spiegare fino in fondo.

Alla fine la domanda potrebbe essere: cosa deve accadere perchè qualcosa diventi ciò che è destinato ad essere? E questo riguarda tanto il piombo, quanto noi.

LaMalaQuercia


Scopri di più da LaMalaQuercia

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Pubblicato da LaMalaQuercia

Storie di cuore e di terra

4 pensieri riguardo “IL QUINTO ELEMENTO

Lascia un commento