BUONA PASQUA

La Pasqua non nasce tutta dentro la religione cristiana, viene da più lontano, dalla terra che si risveglia dopo il freddo, dalla luce che torna a guadagnare spazio, da un tempo antico, in cui gli uomini guardavano il cielo e capivano che qualcosa stava cambiando. Non era una fede, era un sapere.Nelle tradizioni più antiche questo passaggio aveva un nome diverso: Ostara, la festa dell’equinozio di primavera. Il momento in cui il giorno e la notte si tengono in equilibrio per un istante appena, prima che la luce ricominci a prendere terreno, a vincere il buio. Sì celebrava la fertilità, il ritorno alla vita, la promessa nascosta sotto la terra. Prima della Resurrezione, c’era questo. Il ciclo. Il seme che scompare, non per morire, ma per trasformarsi. Poi, la Pasqua cristiana ha dato un nome nuovo a quel movimento: non più solo la terra che rinasce, ma l’uomo che attraversa la morte e ne esce. Forse è proprio per questo che continua a parlarci, perchè, al di là delle tradizioni, la Pasqua riguarda tutti, non come rito, ma come esperienza. Ognuno di noi conosce il proprio inverno, le fasi in cui qualcosa si spegne, in cui si perde, in cui sembra che nulla tornerà. Eppure, sotto la superficie, qualcosa continua a lavorare. Silenzioso. Invisibile. Ostinato. Non è la promessa che tutto sarà di nuovo come prima, è la possibilità che ciò che si è spezzato non sia finito per sempre, ma soltanto attraversi un passaggio; che la perdita non sia solo sottrazione, ma trasformazione. Che la vita abbia molte più forme di quelle che riusciamo a vedere.

Ostara, Pasqua, forse vogliono solo mostrarci che tutto, prima o poi, torna ,cambiando forma. Questa non è una promessa, è semplicemente un ritmo e noi, anche quando non lo sappiamo, continuiamo a seguirlo.

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Pubblicato da LaMalaQuercia

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