
E’ un tempo difficile, lo sappiamo. Le notizie arrivano come onde scure e si rischia di rimanere annichiliti. Non chiediamoci “cosa sta succedendo”, ma “noi cosa possiamo fare”.Non riusciamo a fermare le guerre da soli, a far smettere il potere di muoversi come vuole. Possiamo impedire che la paura governi noi. Possiamo restare lucidi, scegliere di non diventare violenti nel linguaggio, di non farci contagiare dal cinismo, non cedere alla tentazione di odiare per sentirci forti. La guerra è fuori, ma anche dentro di noi, perchè quando la paura prende il comando la dignità arretra, la lucidità si spegne ed il cuore si irrigidisce. Allora sì che è finita, è contagiosa la paura: entra piano, si insinua nei pensieri, trasforma il dubbio in sospetto e la prudenza in chiusura. Non è quando il mondo è in crisi che è la fine, ma quando perdiamo la nostra centratura e restiamo sbandati, anestetizzati. Resistere significa non crollare dentro, non lasciarsi trasformare da quello che si condanna. In tempi confusi la forza morale è una disciplina importante. Non diventiamo ciò che temiamo, non replichiamo ciò che ferisce, non nutriamo ciò che divide. Il mondo cambia soltanto attraverso la qualità delle persone che lo abitano. Non sempre possiamo scegliere ciò che accade, a volte possiamo solo scegliere chi diventare mentre accade e in tempi oscuri anche questa è una forma di resistenza. L’asse terrestre è inclinato di poco più di 23 gradi. Non è perfettamente dritto, non è rigido. E’ inclinato, ed è proprio questa inclinazione a rendere possibili le stagioni, il mutare della luce, il ritmo del freddo e del caldo, la vita che si alterna. Anche il cuore ha la sua inclinazione , non perfetta, non geometrica, una lieve pendenza verso l’altro, verso ciò che sente, verso ciò che trema. Forse nulla sta in piedi perchè è rigido, sta in piedi perchè trova il suo equilibrio nell’inclinazione. C’è un tempo per ogni cosa, dice l’Ecclesiaste. Un tempo per nascere e un tempo per morire. Un tempo per costruire e uno per demolire. Un tempo per tacere e uno per parlare. Questo non è tempo di gridare più forte. Non è tempo di cedere alla paura. Non è tempo di irrigidirsi. Questo è tempo di resistenza, la resistenza delle radici, quella che tiene la terra quando il cielo si inclina. Se l’asse del mondo non è perfettamente dritto eppure continua a girare, forse anche noi possiamo restare in equilibrio senza essere inflessibili. Ventitrè gradi di inclinazione non sono una caduta, sono una possibilità. E in questo tempo la nostra inclinazione deve essere verso la lucidità, verso la dignità, verso la cura. C’è un tempo per ogni cosa e questo è il tempo di restare in equilibrio…resistendo…senza paura.
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