ADATTAMENTO

Non accade improvvisamente. Prima cambia il passo, poi il modo di stare in una stanza, infine il tempo che impieghi a rispondere e le parole che scegli di non dire più. Adattarsi non è una decisione eroica, è un gesto minimo, quasi invisibile, che avviene mentre nessuno guarda: uno spostamento impercettibile che però salva. Non ha a che fare con la forza, nè con la resa. Ha a che fare con il limite. Con quel punto sottile in cui insistere diventa una forma di violenza, anche verso sé stessi. Soprattutto verso sé stessi.

Ci hanno raccontato l’adattamento come una virtù rumorosa, come capacità di resistere a tutto, ma resistere a tutto spesso è solo un modo diverso di sparire lentamente. C’è chi si irrigidisce, chi si disperde. Poi c’è chi impara a spostare il peso per ritrovare un equilibrio. Adattarsi non è assomigliare, non è mimetizzarsi, non è diventare compatibili ad ogni costo. E’ restare abbastanza fedeli da potersi ancora riconoscere quando tutto intorno cambia forma.

Non tutto ciò che resta ha ancora senso. Non tutto ciò che cambia è perdita. A volte ciò che chiamiamo coerenza è solo paura di muoversi e ciò che chiamiamo tradimento è solo l’unico modo possibile per continuare.Adattarsi è capire quando una forma protegge e quando diventa gabbia. E’ lasciar andare prima che il corpo debba gridare. Non si adatta meglio chi corre più veloce, ma chi ascolta più a fondo. Chi sente quando il terreno cede, quando restare è solo ostinazione travestita da lealtà.

Adattarsi non è diventare altro. E’ non smarrire il proprio centro mentre tutto intorno si sposta, riconoscendo lucidamente il momento in cui mutare forma è l’unico modo per non perdersi.

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Pubblicato da LaMalaQuercia

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2 pensieri riguardo “ADATTAMENTO

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