COME ANNA, COSÌ KATE

Kate Winslet non vuole che le cancellino le rughe. Ha detto : “Se l’autostima delle donne passa da quanto sono attraenti, allora è davvero molto triste”. Ha ragione. C’è qualcosa di profondamente distorto e avvilente in un mondo che misura il valore femminile in centimetri di pelle levigata o nei secondi in cui uno sguardo ci si ferma sopra. Le rughe non sono un difetto, come vogliono farci credere, sono testimoni silenziose di ciò che siamo state. Ogni ruga è una parola incisa a mano, come impugnando un bisturi sottile: una risata, un dolore, una nascita, un inverno del cuore. Il mondo ha paura dei volti che raccontano la verità. Meglio uno specchio vuoto, rassicurante, piuttosto che uno che ci costringe a guardare il tempo, la vita che ci ha attraversate. Non è la prima volta che una donna dello schermo dice NO al ringiovanimento. Anna Magnani, anni fa, lo dichiarò senza esitare: “ Non toglietemi nemmeno una ruga. Ci ho messo una vita a farmele”. Parole che oggi risuonano nelle scelte di Kate. Due attrici, due epoche, lo stesso rifiuto: quello di cancellare i segni di una vita vissuta, solo per rientrare in uno sguardo che invecchia prima di loro. E’ un’alleanza silenziosa, fatta di pelle nuda e verità. Ma non ci si può limitare ad invecchiare: sarebbe bello scegliere di farlo in piedi, a schiena dritta, senza dover sembrare qualcun altra per essere ascoltate. Senza vergognarsi di mostrare il tempo sul volto, nei capelli, nelle mani.

Che le rughe restino, come restano le orme sul sentiero dopo il cammino. Come restano gli alberi dopo l’inverno, segni del tempo, ma anche di tutto ciò che siamo riuscite a fiorire malgrado il vento. Di tutto quello che abbiamo avuto il coraggio di essere. Non chiediamo sguardi “nonostante” le rughe, ma “attraverso” di esse. Perchè la verità non toglie bellezza: la fa risplendere.

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Pubblicato da LaMalaQuercia

Storie di cuore e di terra

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