IL CALCIO AL CADUTO: IL NUOVO SPORT NAZIONALE

C’è qualcosa di profondamente umano, o terribilmente disumano nel prendersela con chi è già a terra. Una specie di riflesso condizionato, una pulsione primitiva mascherata da senso di giustizia: “se è finito così qualcosa lo avrà pur fatto” . Ed ecco che parte il tiro libero, il colpo finale, il giudizio morale lanciato quando l’altro non ha più fiato per rispondere. Perchè l’essere umano, quando vuole sentirsi migliore non cerca qualcuno da aiutare, cerca qualcuno da superare. A volte lo si chiama “dare una lezione” altre “mettere i puntini sulle i”, ma in fondo è solo una rivalsa travestita da virtù. Ci vuole più coraggio a lasciar andare che a colpire ancora. Non c’è dignità nell’umiliazione inflitta a chi ha già perso. Chi è a terra Non può reagire, non può difendersi, soprattutto non può contraddire. E’ perfetto! Che soddisfazione non è vero? Dare l’ultima spinta a chi ha già perso l’equilibrio . Una “spintarella etica”, magari piccola, travestita da “lo dico per il tuo bene” , oppure una bella lezione di vita mentre l’altro sta ancora raccogliendo i pezzi. Siamo tutti bravissimi a mostrare i muscoli morali quando non siamo più in pericolo, quando la partita è chiusa e ci si può gonfiare il petto davanti a chi non ha più il fiato per parlare. Poi ci raccontiamo che è giusto così, che “se l’è cercata” che “io non mi sarei mai ridotto in questo modo”. Facile no? Invece è stare zitti che è difficile, trattenere il colpo , accorgersi che lì, a terra, potremmo esserci noi. Ma questo richiede già una cosa ormai fuori tempo : l’arte dimenticata della compassione.

Non si prende a calci chi è già a terra, a meno che , non si senta la necessità impellente di mostrare tutta la propria miseria.

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Storie di cuore e di terra

5 pensieri riguardo “IL CALCIO AL CADUTO: IL NUOVO SPORT NAZIONALE

  1. Cosa sta scritto nella Legge per meritarsi la vita eterna?” chiede uno scriba a Gesù; gli risponde «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso». 28 ( Vangelo di Luca)

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  2. Se uno è caduto c’è un motivo:
    1) può essere colpevole;
    2) può essere stato condannato ingiustamente;
    3) può avere una malattia.
    Bisogna che impariamo ad essere più empatici, ed immedesimarci in chi soffre e chiederci: “se fosse capitato a me?”. Del resto per fare altre citazioni evangeliche: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

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