CONVERSAZIONI COL BUIO

A volte mi siedo davanti a lei, in certe sere, quando mi sento confusa: la guardo, la riconosco sempre anche se non ha volto, è la parte di me che ha camminato scalza sui vetri rotti, che non ha mai pianto quando stava crollando tutto ma ha raccolto silenziosamente ogni frammento di vetro.

Non parla subito, aspetta che io smetta di mentirmi e solo allora inizia il dialogo.

Lei mi guarda senza tradire nessuna emozione e mi dice: ” Se non avessi avuto paura chi saresti stata?” ed io…io non so rispondere, inizio a scorrere tutte le versioni mancate di me , quella che è partita, quella che ha gridato a squarciagola, quella che ha scelto di restare intera persino quando sarebbe stato sufficiente spezzarsi per essere accolta ed amata.

Alza il volto lentamente, soltanto il buio sa farlo con quella flemma provocatoria :”perchè continui a cercare la salvezza dove ti sei già perduta?” io mi irrigidisco, mi sento avvampare, iniziano ad aprirsi le mie crepe più profonde, quelle dove ho nascosto tutte le parole che non ho mai detto, tutti i miei gesti trattenuti ed i sogni piegati per non farli trovare neanche da me.

Lei, il buio , si avvicina, senza fare rumore , passo dopo passo , ho la pelle d’oca quando alza il viso che quasi sorride, ora si, la vedo nettamente, sono io , intera, libera come non sono mai stata . Mi si spezza qualcosa dentro ma non è dolore, è un piccolo assenzo dell’anima.

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Pubblicato da LaMalaQuercia

Storie di cuore e di terra

4 pensieri riguardo “CONVERSAZIONI COL BUIO

  1. Il confrontarsi con il proprio passato può essere una sfida dolorosa ed eroica ma allo stesso tempo “ripensare” le scelte ed i comportamenti di ieri con il giudizio di oggi (a sua volta risultato di quello che abbiamo vissuto) può essere fuorviante

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